martedì 7 agosto 2012

Kulfi indiano al pistacchio

Ci sono giorni in cui le parole non bastano.
Le perifrasi sembrano perdere densità e la consecutio non saper indirizzare il mostrarsi scomposto delle nostre emozioni.
Non bastano l'opera, e nemmeno le fotografie.
Non servono arie da canticchiare, né bianchi magistralmente bilanciati.
Ci sono giorni così, freddi nonostante il sole, bui nonostante la luce.
Giorni in cui tutto quello che cerchi ti sembra distante, anche se è dietro l'angolo, alla distanza di un sospiro.
Giorni in cui lo stomaco si chiude, e si aprono i pensieri.

Non ho mai capito quale sia la ricetta segreta per sopravvivere a questi giorni.
Se esista un procedimento corretto per modificare una texture così sgradevole, o un ingrediente perfetto, capace di sublimarli.
Però, se oggi potessi scegliere di non passare la mia giornata davanti a 17" di pixel luminosi, credo che vorrei rifugiarmi nel silenzio accogliente della schiena che amo, chiudere gli occhi, e aspettare che sopraggiunga la notte a lenire il dolore.


350 ml latte condensato
50 gr pistacchi pelati
3 capsule di cardamomo
2 albicocche

Pestare nel mortaio le capsule di cardamomo, unire al latte condensato e portare a ebollizione a fiamma dolce. Fare intiepidire il composto, unire i pistacchi tritati, versare nei bicchieri e porre in freezer a raffreddare.
Poco prima di servire lavare e asciugare le albicocche, privarle del nocciolo e adagiarle sui bicchieri di kulfi dopo averne riempito l'incavo con pistacchi tritati.

Mangiare in silenzio, in attesa che passi la tempesta. 

3 commenti:

adelebucalo ha detto...

deliziosa pagina e deliziosa ricetta

Your Noise ha detto...

Mi piace molto il tuo modo di scrivere. Complimenti, davvero.
E ti capisco, non sai quanto conosca questi giorni "così".

A parte questo, la ricetta è fantastica. Adoro il cardamomo: dà quel tocco esotico raro da trovare, ma molto apprezzato :)

Alessandra ha detto...

I giorni così, per fortuna, trovano sempre il modo di passare. Il cardamomo, invece, almeno nella mia cucina resta sempre.
Benvenuta a casa.