lunedì 27 agosto 2012

Cremolata di fichi

Curiosa questa faccenda del matrimonio.

Una gran festa, ricordano tutti.
Solo qualche viso molto caro e una gran quantità di zigomi sconosciuti, nella mia memoria.
Un paio di firme in un paio di registri, dice la storia.

Ma la vita vera è un'altra cosa, e non ha niente a che fare con quella data.
Il mio matrimonio è stato celebrato su un contraltare di parole e note a piè pagina.
Si nutre di promesse fatte in un qualunque pomeriggio di inverno, parlando al telefono.
Sopravvive a lunghi silenzi estivi.
Si sente inadeguato, a volte, ma non per questo demorde.
Si pone quesiti ridondanti, e lo fa con orgoglio.
Ama le storie davanti a granita e brioche per colazione.

E, ancora oggi, scopre felice di tremare per un abbraccio.



800 gr polpa di fichi
500 gr acqua
4 cucchiai zucchero di canna
la scorza di un limone biologico

Frullare insieme tutti gli ingredienti e porre in freezer a raffreddare in un contenitore d'alluminio. Lavorare ogni due ore circa con una forchetta perché assuma la soffice consistenza della neve.

Mangiare nella magia del matrimonio. Di quello vero però.

lunedì 13 agosto 2012

Soufflé glacé alla nocepesca

Il segno del costume sulla pelle è qualcosa che ho sempre guardato con un pizzico di invidia, ma anche con profondo rispetto.
Perché non si tratta di un semplice gioco di chiaroscuri sensualmente distribuiti sull'epidermide: è molto di più.
Dice molto di più.

A volte racconta una storia fatta di lunghi silenzi, taciuti per non pensare a qualcuno che non verrà.
A  volte scopre il pudore di riconoscerlo per la prima volta, quando una mattina di agosto lo osservi con l'incredula gratitudine di chi ha smesso di protestare, e ha cominciato a vivere. 
A volte urla al mondo la tua giovinezza, e il terrore che ti prende all'idea di perderla. 
A volte narra un'impresa, quella di chi è finalmente tornato a distendersi, e ha giurato che di quel sole non vuole più perdersi nemmeno un raggio.
A volte spiega un'assenza.
Altre celebra un ritorno.

In ogni caso, ti costringe a pensare a come sarebbe stato, dieci anni fa, abbronzare la pelle con le stesse emozioni che oggi ti scaldano il cuore e, come un bacio tra innamorati, marca la differenza fra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere ancora.




300 gr nocepesche
160 gr zucchero
il succo di un limone
6 gr gelatina in fogli
300 gr panna fresca

Sbucciare le nocepesche, coprirle con il succo di limone e frullarle. Riscaldare una parte di purea, sciogliervi la gelatina in fogli reidratata e unire il composto alla frutta restante. Quando la purea si sarà completamente raffreddata, unire delicatamente la panna montata e versare il composto in cocottine monoporzione rivestite di acetato, per alzarne i bordi di un paio di centimetri.
Fare freddare in freezer per una notte e decorare con panna montata e lamponi.
Mangiare con freschissima incoscienza.

martedì 7 agosto 2012

Kulfi indiano al pistacchio

Ci sono giorni in cui le parole non bastano.
Le perifrasi sembrano perdere densità e la consecutio non saper indirizzare il mostrarsi scomposto delle nostre emozioni.
Non bastano l'opera, e nemmeno le fotografie.
Non servono arie da canticchiare, né bianchi magistralmente bilanciati.
Ci sono giorni così, freddi nonostante il sole, bui nonostante la luce.
Giorni in cui tutto quello che cerchi ti sembra distante, anche se è dietro l'angolo, alla distanza di un sospiro.
Giorni in cui lo stomaco si chiude, e si aprono i pensieri.

Non ho mai capito quale sia la ricetta segreta per sopravvivere a questi giorni.
Se esista un procedimento corretto per modificare una texture così sgradevole, o un ingrediente perfetto, capace di sublimarli.
Però, se oggi potessi scegliere di non passare la mia giornata davanti a 17" di pixel luminosi, credo che vorrei rifugiarmi nel silenzio accogliente della schiena che amo, chiudere gli occhi, e aspettare che sopraggiunga la notte a lenire il dolore.


350 ml latte condensato
50 gr pistacchi pelati
3 capsule di cardamomo
2 albicocche

Pestare nel mortaio le capsule di cardamomo, unire al latte condensato e portare a ebollizione a fiamma dolce. Fare intiepidire il composto, unire i pistacchi tritati, versare nei bicchieri e porre in freezer a raffreddare.
Poco prima di servire lavare e asciugare le albicocche, privarle del nocciolo e adagiarle sui bicchieri di kulfi dopo averne riempito l'incavo con pistacchi tritati.

Mangiare in silenzio, in attesa che passi la tempesta. 

sabato 4 agosto 2012

Biscotti al caramello muscovado

Amo la mia casa, nel candore dei suoi spazi esagerati. 

Nel suo caos esibito e nell'ordine nascosto. 
Nel silenzio che sconosce la pietas e nel chiasso di una bimba già grande. 

La amo perché custodisce il linguaggio antico di una famiglia felice. 
Per il modo senza ritegno con cui ostenta i suoi spigoli, così simili ai miei.
Per le scatole di latta raccolte in dispensa, e per la sua orgogliosa mancanza di teche da esibire.

La amo per il forno sempre acceso, e la televisione sempre spenta.
Per il bianco delle sue tele e per il colore dei suoi libri.
La amo perché parla di me, ma, soprattutto, perché tace di me. 

Ho sempre pensato che questa fosse l'unica casa possibile per me. 
Che fosse lo specchio della mia vita, o qualcosa di simile. 
Mi sbagliavo. 

La mia casa ha la s di pezza e i riccioli biondi. 
Pesa 12 chili e ha le zampe color caramello. 
Ha gli stilemi lessicali dell'uomo che amo. 

Tutto il resto... è solo vernice e calcestruzzo. 

                        

Da una ricetta di Luca Montersino:
180 gr zucchero di canna
50 gr panna
350 gr burro
50 gr zucchero Muscovado
550 gr farina

Caramellare a secco lo zucchero di canna, decuocere il composto e aggiungere la panna bollente e il burro a pezzetti, mescolando con una frusta. Fare freddare il composto, poi unire la farina e lo zucchero Muscovado. Stendere su una teglia e fare riposare in frigo per qualche ore.
Stendere la pasta col matterello e coppare i biscotti della grandezza desiderata. Spolverare con zucchero di canna e infornare a 180° per 12 minuti circa.

Mangiare a casa, ovunque essa sia.