lunedì 13 agosto 2012

Soufflé glacé alla nocepesca

Il segno del costume sulla pelle è qualcosa che ho sempre guardato con un pizzico di invidia, ma anche con profondo rispetto.
Perché non si tratta di un semplice gioco di chiaroscuri sensualmente distribuiti sull'epidermide: è molto di più.
Dice molto di più.

A volte racconta una storia fatta di lunghi silenzi, taciuti per non pensare a qualcuno che non verrà.
A  volte scopre il pudore di riconoscerlo per la prima volta, quando una mattina di agosto lo osservi con l'incredula gratitudine di chi ha smesso di protestare, e ha cominciato a vivere. 
A volte urla al mondo la tua giovinezza, e il terrore che ti prende all'idea di perderla. 
A volte narra un'impresa, quella di chi è finalmente tornato a distendersi, e ha giurato che di quel sole non vuole più perdersi nemmeno un raggio.
A volte spiega un'assenza.
Altre celebra un ritorno.

In ogni caso, ti costringe a pensare a come sarebbe stato, dieci anni fa, abbronzare la pelle con le stesse emozioni che oggi ti scaldano il cuore e, come un bacio tra innamorati, marca la differenza fra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere ancora.




300 gr nocepesche
160 gr zucchero
il succo di un limone
6 gr gelatina in fogli
300 gr panna fresca

Sbucciare le nocepesche, coprirle con il succo di limone e frullarle. Riscaldare una parte di purea, sciogliervi la gelatina in fogli reidratata e unire il composto alla frutta restante. Quando la purea si sarà completamente raffreddata, unire delicatamente la panna montata e versare il composto in cocottine monoporzione rivestite di acetato, per alzarne i bordi di un paio di centimetri.
Fare freddare in freezer per una notte e decorare con panna montata e lamponi.
Mangiare con freschissima incoscienza.

9 commenti:

Stefania Orlando ha detto...

Sono d'accordo.
Ogni segno sulla nostra pelle parla.
Compreso quello del costume.

Questo dolce è perfezione :-)

petite-valeü ha detto...

Fantastico dessert....

Aaaah, il segno del costume!!! Il mio racconta della mia testardaggine, visto che il sole non mi ama molto.. ma non mi arrendo. Anche se i progressi possono vedersi solo dal segno, non mi arrendo. Eh, direi che racconta davvero di me, riflettendoci :)

Monique ha detto...

Ricetta carinissima.Post da leggere come la cartina dentro i baci perugina.Dolcissima.

Alessandra ha detto...

Il segno del costume, sulla mia pelle, si scorge a fatica.
Ma in fondo... anche quello è un racconto.

Alessandra ha detto...

La "cartina" dentro i baci, nella sua semplicità, è stato il motivo per cui per anni ne ho mangiati quintali, pur non essendo i miei cioccolatini preferiti. Pertanto... mai complimento è stato più gradito!

Alessandra ha detto...

Il segno del costume sulla mia pelle si scorge appena.
Ma, in fondo, anche quello è un racconto...

Alessandra ha detto...

Non arrenderti... i progressi si vedono dal segno sulla pelle, ma mica solo da quello!
La testardaggine è perseveranza, in assoluto una delle virtù che preferisco in una persona.

Agnese ha detto...

La pelle racconta, non c'è nulla da fare. Mi piacciono i tuoi post, passo e ripasso volentieri :)

Il soufflé glacé è spettacolare!

Federica ha detto...

Che bello spunto di riflessione. Non avevo mai guardato i segni del costume sotto questa luce.
Splendido il tuo dessert, un bacione e buona settimana